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Sanremo e politica

Roberto Vecchioni, con la sua canzone che parla di operai e scuola; i Modà con Emma, loro nuovo fenomeno commerciale e lei uscita dalla trasmissione Amici di Maria De Filippi; Al Bano, il cantante tradizionale che fa contente le famiglie.

In sintesi, diciamo pure la sinistra, la destra e il terzo polo.

Col televoto, sistema di voto molto discusso e al quale è abituato soprattutto il pubblico giovane che segue programmi come X-Factor e Amici, ha vinto Vecchioni, la sinistra. Per quel che mi riguarda, vale di più di qualsiasi sondaggio.

Gran brutto segno per Berlusconi.

Sul disagio dei giovani

Questo post de Il Post merita di essere letto. Si intitola «A Roma non ci sarò».

E’ lungo, ma merita di essere letto. E dovrebbero leggerlo soprattutto quelli che ormai giovani non sono più e non capiscono perché si sta protestando (e nei giovani, in Italia, ci facciamo stare tutti fino almeno a 35 anni, forse 40… che solo in Italia è così e già questo è tutto dire) . Spero lo leggano anche tutti i dirigenti del PD.

La riforma Gelmini è solo un pezzo del problema. Il problema è la totale mancanza di una prospettiva di futuro.

Sul caso Cosentino

Riporto le parole di Gilioli:

Eccoli qui, i parlamentari italiani che applaudono se stessi per aver negato a un giudice la possibilità di utilizzare intercettazioni su un politico vicino al premier che cinque pentiti indicano come camorrista.

Mettere i bastoni tra le ruote alla giustizia incaricata di scoprire se un uomo del premier è o no un malavitoso, e poi compiacersene applaudendosi.

Ditemi se non è questa la vera, grande antipolitica in Italia.

Pedaggio a Ferrara Sud

Con decreto legge, visto che era “urgentissimo”, si è stabilito che all’entrata e all’uscita dei caselli che danno su raccordi gestiti dall’ANAS, come è il caso di Ferrara Sud, si applichi un aumento forfettario di 1,00 EUR (per le auto), con le modalità descritte qui. Questo in attesa che vengano costruiti i caselli lungo il raccordo stesso.

Nel caso specifico di Ferrara Sud, invece di far pagare il pedaggio lungo il raccordo Ferrara-Lidi a chi effettivamente la percorre, si vanno a punire soprattutto i pendolari che, come me, tutti i giorni fanno il tratto Ferrara Sud – Bologna, senza fare neppure un km del raccordo.

Tradotto, andrò a pagare qualcosa come 250,00 EUR in più all’anno per un servizio del quale non usufruisco, mentre la maggioranza di quelli che ne usufruiscono potranno tranquillamente continuare ad andare al mare partendo da Ferrara, senza passare dal casello e senza pagare una lira (o un euro). Non si può accettare.

Già Ferrara offre poco o nulla dal punto di vista professionale, poi chi sceglie comunque di abitare in questa città anche se non può lavorarci viene vessato in questa maniera.

Non è difficile trovare soluzioni alternative. Ecco alcuni esempi:

  • Chi ha la residenza nel comune di Ferrara e in altri comuni serviti dal casello Ferrara Sud può presentare un permesso per evitare di pagare l’euro aggiuntivo; realizzabile immediatamente.
  • Fare un unico casello ad esempio subito dopo Gualdo per prendere il pedaggio solo a chi effettivamente utilizza la strada.
  • Utilizzare il metodo dell’adesivo sul parabrezza, come in Svizzera, Austria, etc. per riscutere il pedaggio senza dover spendere per costruire e far funzionare il casello.
  • Riscuotere l’euro aggiuntivo (o anche di più per compensare) solo nel fine settimana, per non punire gli spostamenti di lavoro.

Dicono che non mettono le mani in tasca agli Italiani, ma permettono all’ANAS di sfilare dalle mie tasche circa 250,00 in un anno. E non sono soldi che vanno per il miglioramento del servizio, ma vanno a coprire i tagli di fondi che lo Stato passa all’ANAS stessa.

Fortunatamente, qualcosa si muove per organizzarsi contro questa assurdità: il forum FeSudNoTax. C’è anche un gruppo su Facebook per cercare di diffondere il più possibile la protesta.

L’incompetenza di chi ci governa

Prima hanno clamorosamente sbagliato a presentare le liste elettorali, come ammesso dagli stessi Berlusconi e Bossi.

Ora sono riusciti nell’incredibile opera di sbagliare il decreto legge, fatto tra mille polemiche con l’unico intento di rimediare al pasticcio precedente.

Che brutto spettacolo.

Rispettare la legge

Avrei bisogno anche io di un «decreto interpretativo» che mi chiarisse, finalmente, perché ho sempre pagato le tasse. Perché passo con il verde e mi fermo con il rosso. Perché pago di tasca mia viaggi, case, automobili, alberghi. Perché non ho un corista vaticano di fiducia che mi fornisca il listino aggiornato delle mignotte o dei mignotti. Perché se un tribunale mi convoca (ai giornalisti capita) non ho legittimi impedimenti da opporre. Perché pago un garage per metterci la macchina invece di lasciarla sul marciapiede in divieto di sosta come la metà dei miei vicini di casa. Perché considero ovvio rilasciare fattura se nei negozi devo insistere per avere la ricevuta fiscale. Perché devo spiegare a chi mi chiede sbalordito «ma le serve la ricevuta?» che non è che serva a me, serve alla legge. Perché non ho mai dovuto condonare un fico secco. Perché non ho mai avuto capitali all’estero. Perché non ho un sotto banco, non ho sottofondi, non ho sottintesi, e se mi intercettano il peggio che possono dire è che sparo cazzate al telefono.
Io – insieme a qualche altro milione di italiani – sono l’incarnazione di un’anomalia. Rappresento l’inspiegabile. Dunque avrei bisogno di un decreto interpretativo ad personam che chiarisse perché sono così imbecille da credere ancora nelle leggi e nello Stato.

Michele Serra da L’Amaca su La Repubblica – 7 marzo 2010

(via ciwati e FB)

Ancora sulle liste elettorali

Alcuni pensieri sparsi.

Il PD viene accusato di aver ordito un complotto per escludere dalla competizione le liste avversarie. Io penso che il PD non sia in grado di pensare, e tantomeno di organizzare, un tale complotto.

Si sente parlare di diritto di voto negato. A me pare che nessuno voglia impedire a nessuno di andare a votare, eventualmente si parla del diritto di presentarsi per essere votati. Visto che ci sono liste che non sono riuscite a raccogliere le firme necessarie, non hanno voluto, o saputo, raccoglierle in modo irregolare e, quindi, non potranno presentarsi, non capisco perché dovrebbe essere consentito ad altri che, invece, hanno saputo raccoglierle in modo irregolare o in ritardo.

Mi fa paura sentire che “sono pronti a tutto”. Giampaolo Pansa già prefigura una situazione in cui gli elettori del centrodestra potrebbero fisicamente occupare i seggi. Perché si deve alimentare questo clima d’odio?

Deve pure esserci un modo per risolvere la situazione rimanendo nella piena legalità. Tutti vogliono che il centrodestra possa presentarsi, o ne verrebbe fuori una gran confusione. Però ci si deve arrivare nel pieno rispetto della legalità, altrimenti lo stato democratico va a rotoli: se oggi si rinuncia al criterio delle firme perché tanto “si sa” che quel partito raccoglie un minimo di voti e, quindi, ha diritto a presentarsi alle elezioni, in futuro si potrebbe rinunciare alle elezioni stesse perché “si sa” che quel partito ha la maggioranza.

Il pasticcio delle liste

Civati faceva notare, qualche tempo fa, che il centrodestra non aveva ancora definito i candidati a pochi giorni dal termine ultimo di presentazione delle liste e, giustamente, si chiedeva come avrebbero fatto a raccoglierle tutte in un giorno e mezzo, considerando anche che al PD occorrono un paio di settimane.

La risposta è resa evidente dai fatti: non era possibile riuscirci, almeno non in modo regolare e trasparente. Sforzandosi di pensare bene, si può forse dire che la fretta ha prodotto degli errori.