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Accidenti e complimenti a Harry



Sto leggendo “Harry Potter e La Pietra Filosofale” e mi sta piacendo.

Al compleanno della zia, le mie cugine (5a elementare) e mio cugino (3a superiore), tutti quanti amanti della saga, mi hanno convinto, facendo prevalere la mia curiosità sulla mia resistenza a cedere ad un tale fenomeno di massa. Io odio i fenomeni di massa (puffo Quattrocchi era un dilettante confronto a me).

E ieri le due piccoline, mi hanno portato il libro in prestito. Un gesto davvero carino, che però ha sortito effetti indesiderati.

Come capita ogni volta che leggo un libro che mi piace molto, non riesco a fare altro.

Ho un esame da preparare, che mi aspetta il 16 Settembre. Una tesi da iniziare nel tempo libero tra un capitolo e l’altro dell’esame. E invece mi ritrovo a pensare ininterrottamente ad Harry.

Ieri me lo hanno portato, e entro questa sera lo finirò.

Almeno così poi posso riprendere a studiare in pace, almeno fino a quando non vedrò il secondo volume della serie.

Turisti: l’Italia è troppo cara

Ieri su rtl hanno riportato la notizia del secolo.

Al congresso dei principali tour operator mondiali, tutti quanti si sono lamentati che l’Italia è troppo cara.

Che i prezzi sono molto più alti rispetto alle altre mete turistiche, e che i servizi sono molto più scadenti, e non credo ci voglia molto sforzo per accorgersi che è così davvero.

Ma accidenti, se 10 anni fa le nostre spiagge erano piene di Tedeschi che venivano in posti belli dove la vita costava di meno, ora perchè dovrebbero, quando una settimana in Egitto costa meno che una a Rimini?

E un Cinese, va a Parigi che costa di meno o viene in Italia, che costa di più, senza discutere del fatto che sia più bella o no?

Poi mi scappa da ridere, anzi mi arrabbio, quando qualcuno dà la colpa all’Euro, che c’è in tutta Europa ma solo qui ha fatto i danni che tutti conosciamo, perchè si sa, in Italia vige la legge del più furbo.

Mi arrabbio ancora di più quando sento che gli operatori turistici vorrebbero aiuti dallo stato per fronteggiare il calo degli incassi dovuto al calo di turisti.

Ma aiutate tutti quelli con lo stipendio fisso che non hanno potuto raddoppiare il prezzo delle merci che vendono e che si ritrovano con un potere d’acquisto dimezzato.

Non pensavo che mi sarei mai trovato a parlare dell’Euro.

Rapite

http://www.ilcircolo.net/lia/000535.php

Segnalo questo link non perchè la pensi allo stesso modo, nè perchè la penso all’opposto. Soltanto perchè credo sia importante farsi certe domande e provare a darsi delle risposte, sapendo che comunque la certezza assoluta non c’è.

E anche perchè è bene non dimenticarsi mai degli orrori già accaduti nel passato.

Fahrenheit 9/11 e le riflessioni che seguono

Mi è tornata voglia di scrivere di cose serie. Incredibile. E ne sono decisamente contento.

Sabato sera sono andato a vedere FAHRENHEIT 9/11 di Michael Moore, e questa visione mi ha stimolato una serie di riflessioni non solo direttamente legate al film, ma anche più ampie, anche sull’Italia.

Quel film è stupendo. Ha delle idee geniali e riesce a parlare di una cosa molto seria con tono ironico e facendoti sorridere. Ma non ti fa solo sorridere, perchè quando porta le testimonianze delle famiglie dei morti in Iraq non è tanto allegro.

Per chi non lo sapesse il film parla di Bush, delle bugie che ha detto per insediarsi alla Casa Bianca (ricordate il casino quando è stato eletto, che a seconda di come contavano le schede vinceva l’uno o l’altro pretendente?), dei suoi rapporti con la famiglia Bin Laden, aiutata a fuggire dall’America dopo l’11 Settembre (ci sono le prove di questo), dell’uso strumentale fatto di quell’attentato per giustificare due guerre che avevano scopi completamente diversi.

L’unico appunto che mi sento di fare è che è un po’ troppo lungo, nel senso che diventa ripetitivo e un po’ stanca. C’è un momento nel film in cui non viene aggiunto nulla di nuovo e semplicemente si accumulano testimonianze su testimonianze per ribadire quanto già detto e lì, è un po’ noioso.

Ma veniamo alle riflessioni serie e interessanti (si spera).

La prima cosa che noto è che Michael Moore non tratta minimamente un aspetto che invece è stato al centro dell’attenzione molto a lungo, grazie ad un libro rivelazione che ora ho prestato e di cui quindi non posso controllare titolo e autore, ma che mi pare si chiami L’Incredibile Menzogna o qualcosa del genere. Lì si cerca, riportando solo ed esclusivamente documenti e interviste ufficiali, di evidenziare le incogruenze della amministrazione U.S.A. nel gestire i fatti dell’11 Settembre e si vuole sostenere la tesi secondo la quale tale attentato era previsto, e la Casa Bianca avrebbe semplicemente lasciato che accadesse per poterlo sfruttare, come poi in effetti ha fatto, permettendosi due guerre altrimenti ingiustificabili.

Moore fa solo vedere una foto in cui si vede che a Bush viene consegnato un dossier il cui titolo era qualcosa tipo “Al Queda minaccia di attaccare gli USA dirottando aerei civili”, e questo vari mesi prima di Settembre, ma poi sorvola su tutta un’altra serie di fatti e incongruenze riportati invece in quel libro. Posso anche capire Moore: sostenere una tesi del genere è terribilmente scomodo, ancora più scomodo di tutto il resto del film. Dire o lasciare intendere che Bush ha permesso tutte quelle morti nei grattacieli volutamente, è molto più inacettabile, per un Americano, che parlare di come i fatti siano stati strumentalizzati per interessi personali.

L’altra osservazione che faccio è che temo che film come questo, purtroppo, esattamente come Ballarò in Italia e programmi simili, siano visti soprattutto, se non esclusivamente, da persone che già la pensano in un determinato modo. Da persone che godono nel sentirsi dire da altri, in modo inconfutabile, esibendo prove, ciò che già sanno, ciò che desiderano sentirsi dire.

Perchè la gente non è capace di giudicare le cose per come sono, invece di lasciarsi guidare dalle apparenze, dalle ideologie distorte, dall’immagine mediatica costruita a puntino dai vari leader mondiali? E il nostro leader, su questo punto, è un modello per tutti gli altri del mondo.

Sono veramente amareggiato pensando che la campagna elettorale in USA si sta svolgendo solo in minima parte tenendo presente i contenuti di questo film. Chi la pensa diversamente, crede siano tutte menzogne, o addirittura non conosce i fatti. Entrambi i pretendenti si concentrano su altro, si preoccupano di far apparire in forma splendida la propria famiglia. La comparsata delle figlie di Bush sul palco della Convention, trasmessa in tutto il mondo, è emblematica. Che schifo.

Ancora di più, sono amareggiato pensando che nonostante tutto quello che ha fatto, forse Bush sarà rieletto. E sono proprio incazzato invece, perchè non posso neppure dire che gli Americani sono stupidi e ignoranti mentre noi Italiani siamo meglio. Abbiamo fatto, e temo faremo, uguale.

Il concerto di Vasco a Bologna

Finalmente. Finalmente ne parlo.

Straordinario; è stato semplicemente straordinario. Probabilmente, in termini oggettivi, inferiore al quello di San Siro dell’anno scorso perchè, diciamoci la verità, il nuovo album contiene delle perle incredibili, ma anche delle canzoni mediocri.

Tuttavia, per me è stato mille volte superiore.

Tralasciando il senso di onnipotenza dovuto alla possibilità di uscire di casa a piedi per andare al concerto, il motivo principale è stata la compagnia. Due amici di Ferrara e Lei, direi un bel mix che ha reso piacevole, sebbene a tratti un po’ silenziosa, persino l’interminabile attesa dalle 9.30 del mattino alle 9 di sera.

Una pazza scatenata per Vasco peggio di me; il suo ragazzo, amico prezioso, la cui sola presenza in un contesto simile, per lui così strano, bastava a farmi bene; e Lei, con cui condividere sensazioni forti e profonde.

Non nego che una delle cose migliori sia stata proprio la Sua presenza, e il modo, credo, positivo, di assistere al concerto che abbiamo avuto. Niente smancierie (si scrive così?) eccessive e inutili, ma un po’ di dolcezza al momento giusto e soprattutto tanta comunicazione, senza parole, e per questo ancora più intensa.



Come testimonia la foto sfocata fatta col mio telefonino, ero in seconda fila, accanto alla passerella prioettata in avanti che Vasco ogni tanto percorreva; posizione stupenda, solo un po’ rovinata dalle telecamere giusto in mezzo tra noi e l’estremità della passerella.

Vasco mi è sembrato in gran forma. Dimagrito dall’anno scorso, capace di percorrere un palco enorme in lungo e in largo in continuazione; in vena di scherzare col pubblico, capace di creare con noi quel rapporto incredibile, pure senza discorsi particolari. A lui basta muovere le mani, dire una parola, un “Eh…”, o salire sul palco e far cantare noi, come ha fatto quasi per intero su “Bollicine”.

Il pubblico di Vasco è grande, risponde con passione, ed è anche questo il bello dei suoi concerti: il clima che si crea.

Più che un concerto, uno show, preparato e studiato nei minimi dettagli, con una meticolosità tipica di Vasco, ma che io trovo solo nei grandi artisti internazionali. Tutto perfetto, puntuale, tutto studiato, ma senza distruggere la spontaneità delle emozioni che una canzone può suscitare.

Solo due note negative. Il pubblico di Vasco è cambiato col tempo. Qui sta la sua enorme forza, la capacità di coinvolgere persone sempre nuove; in modo naturale, i veterani passano modi di fare, passione, cori, ai nuovi, ed il clima resta immutato. Ma Vasco sa tutto ciò, e agisce di conseguenza. La scaletta conteneva solo poche perle sconosciute del passato, mentre io ne avrei desiderate di più. Molte canzoni già sentite l’anno scorso, sono state riproposte. Poche le vere novità, a parte le canzoni del nuovo album. Questo è anche comprensibile visto che l’anno scorso non c’è stato un tour intero, ma solo 3 date a San Siro, a cui pochi hanno potuto partecipare.

L’altra nota negativa me la sono scordata mentre scrivevo, ammesso che ci fosse.

Il momento più toccante, sentire cantare “Canzone”, accompagnata dal solo pianoforte, in onore e memoria di Massimo Riva, momento che francamente, a San Siro, mi era proprio mancato.

L’altro momento, “E…” abbracciato a Lei.

TG1 in “Come ti manipolo l’informazione”

Telegiornale di Lunedì scorso, il giorno dopo le elezioni. Il sommario iniziale del TG1 recita qualcosa tipo Regge la maggioranza, non sfonda il listone dell’Ulivo, perde qualche punto Forza Italia.

Poi servizio, in cui vengono ribadite le stesse cose, evidenziato come in tutta Europa le maggioranze al governo sono state battute, tranne che in Italia, mostrate le cifre a confronto delle Europee precedenti (FI al 25%) e non delle politiche precedenti (29%), rispetto alle quali FI è letteralmente crollata.

Ora, tutti sanno o possono immaginare, che la stragrande maggioranza della gente ascolta con attenzione solo i titoletti iniziali.

A me non sembra che le cose stiano esattamente come è stato raccontato dal telegiornale più importante d’Italia, su una televisione pubblica. Un errore così grossolano neppure Mentana o Fede l’avrebbero fatto.

Per fortuna, subito dopo, Rutelli è stato intervistato in diretta, e non è stato possibile tagliare il suo commento disgustato, in cui diceva che quanto visto era scandaloso.

Ma cosa importa se la maggior parte della gente ascolta solo i titoletti?

La liberazione degli ostaggi

Non so se quello che si può leggere qui sia vero o no, non l’ho neanche letto per intero, non ho avuto il tempo.

Non so se e quanto l’articolo, che viene da PeaceReporter sia già stato dibattuto, se magari si è rivelato una bufala, o la tremenda verità.

Ma vale sicuramente la pena contribuire perchè più gente possibile si interroghi su questa cosa.

Un blitz, o il pagamento di un riscatto, la settimana prima delle elezioni?