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Don Luigi Sturzo

Don Luigi Sturzo

Sempre in tema col mio post precedente, riporto per esteso questo post apparso su Ciccsoft e che riguarda il tema dell’indipendenza dei politici dalla Chiesa.

Il partito [Partito Popolare Italiano N.d.r.] che costituisce, secondo Chabod “l’avvenimento più notevole della storia italiana del XX secolo”, si presentava ispirandosi ai “saldi principi del Cristianesimo che consacrò la grande missione civilizzatrice dell’Italia” ma non doveva qualificarsi su basi religiose; doveva essere, cioè, per usare le parole di Sturzo: “aconfessionale”. Rimane esempio alto di lucidità politica e di coerenza morale e religiosa la polemica, al congresso di Bologna del 1919, con Agostino Gemelli e Olgiati che lo avevano accusato di non porre la religione come elemento di differenziazione. Sturzo replica: “Non possiamo trasformarci da partito politico in ordinamento di Chiesa […] né possiamo avvalorare della forza della Chiesa la nostra azione politica […]. E’ superfluo dire perché non ci siamo chiamati partito cattolico: i due termini sono antitetici; il Cattolicesimo è religione, è universalità, il partito è politica, è divisione […]“. E’ il rifiuto delle opposte tentazioni del machiavellismo e del clericalismo, l’affermazione dell’autonomia e laicità della politica. Nell’articolo del 9 agosto 1959, all’indomani della scomparsa, Giovanni Spadolini, sul “Corriere della Sera”, commemorava “il laico Sturzosempre fautore della laicità dei cattolici, della aconfessionalità del partito, della distinzione tra “azione cattolica e azione dei cattolici“.
Ecco l’autentica “rivoluzione” sturziana, il taglio netto tra clericalismo e cattolicesimo sociale, la rivendicazione perfino orgogliosa da parte di un sacerdote dell’autonomia dei cattolici nella società civile.
Sul significato delle scelte di quel periodo Paolo Emilio Taviani, scrivendo di Luigi Sturzo nella storia d’Italia, alcuni decenni dopo, notava: “Fu il sì dato, con Don Sturzo, dal mondo cattolico a quel che di valido era nella tradizione liberale, che permise il superamento di un’antitesi ancor più grave di quella che travagliava i rapporti fra Chiesa e Stato in Italia: l’antitesi fra il cattolicesimo e i principi politici di libertà dell’età moderna”.

Tratto da: http://www.democraticicristiani.it/documenti/sturzo1

[tags]cei, nota[/tags]

2 Risposte a “Don Luigi Sturzo”

  1. Nel tuo sito c’é molto da leggere e da imparare. Si puó riflettere su problemi odierni. Leggo che sei a contatto con ragazzi, ebbene, falli crescere con dei valori, con quel qualcosa che rimarrá per sempre nella mente; il rispetto e l’aiuto verso i piú deboli.

    Ciao.

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