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10 secondi che ti cambiano la vita

Ormai è passato tanto tempo e ne posso riparlare, fregandomene per una volta del fatto che questo Blog tende a diventare troppo personale rispetto al solito. Dopo il post di ieri, dopo quell’esperienza che ho raccontato, mi ritrovo ancora in una situazione di instabilità e mi è tornata in mente un’immagine che non riesco a non scrivere qui.
Ho fatto anche una piccola ricerca su google e ho trovato che l’ultima volta che ho scritto di Lei è stato il 24 Febbraio scorso, parecchio non c’è che dire.

Una mattina di Settembre, quattro anni fa, salivo in bicicletta dalla stazione di Bologna alla facoltà di Ingegneria per il primo giorno di lezione dell’anno nuovo. Il mio ultimo anno da pendolare, la prima volta che usavo la bicicletta per muovermi.
Quello è il momento in cui tutto è iniziato.
Un insieme di casualità (la bicicletta, il ritardo del treno, la strada insolita che ho fatto per salire…) ci ha portato a vederci di sfuggita quella mattina, di fronte alla segreteria, mentre Lei stava chiedendo il trasferimento.
Lei cambiava tutto, stava prendendo la decisione forse più difficile, sofferta, ma importante e coraggiosa della sua vita, proprio Lei che con così tanta difficoltà accetta di mostrare le proprie debolezze.

Io, stupido, passai di fretta (ero in ritardo…) chiedendoLe se ci saremmo visti più tardi a lezione. Passai senza fermarmi, pochi secondi, uno sguardo, un saluto, ma sono gli attimi più luminosi della mia vita, il ricordo più bello.
Questa è l’immagine che oggi, per quale motivo non so, è rispuntata fuori dai miei ricordi.

In quel momento, quando capii che non ci saremmo più potuti vedere per caso in Facoltà, è iniziato il turbine di eventi che ci ha portato a vivere quello che abbiamo vissuto.
Non è stato quando ci siamo messi insieme, o l’ansia mentre la aspettavo di fronte al cancello al nostro primo appuntamento, o la tensione quando entrambi volevamo baciarci senza riuscirci, o la prima volta che abbiamo fatto l’amore, o la prima volta che, in quella piazzetta, abbiamo scambiato i nostri pensieri più profondi. No, noi siamo iniziati quella mattina di Settembre, almeno per me.

Non so dire se sono stati quattro anni guadagnati o persi, se devo ringraziare per quell’incontro casuale o esserne furioso. So, però, che riguardo alla luce luminosa e splendente che avvolge il ricordo di quel giorno. Nonostante tutto, nonostante abbia detto il contrario, ora non riesco ad odiarLa. So che Lei lo leggerà, e va bene così.

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