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Riccardo Riccò positivo

Riccardo Riccò

Non so come prendere la notizia che Riccardo Riccò è stato trovato positivo al Tour de France.
Pare abbia utilizzato una sostanza di ultima generazione che allunga l’effetto dell’epo.

Riccò non mi è mai stato simpatico. Dopo Pantani, mi ero appassionato solo di Ivan Basso e, quando è stato fatto fuori lui, avevo deciso di non farmi più entusiasmare da altri ciclisti.
Al Giro proprio non lo sopportavo per la sua arroganza, il suo sentirsi il più forte (salvo poi non riuscire a vincere), il suo rinfacciarlo a tutti, le sue critiche gratuite agli avversari, il suo paragonarsi al Pirata.
Al Tour, complici alcune vittorie esaltanti, stavo quasi per accettarlo e provare a considerare il suo carattere con più ironia.

Non so sia giusto, in questo caso, gridare al solito complotto. Forse un po’ di complotto c’è, perché Riccò è un ciclista che non sta antipatico solo a me, ma anche a tutti i suoi colleghi. Inoltre, stava diventando un personaggio scomodo e troppo vincente.

Tuttavia, la verità è che questa è proprio l’ennesima pessima figura del ciclismo in generale, del ciclismo italiano in particolare.

Tra l’altro, è una situazione diversa rispetto ad altre del passato (ad esempio il caso di Ivan Basso), perché questa volta il ciclista è sospeso in seguito ad una positività accertata (anche se mi risulta sia ancora da confermare); altri corridori, invece, sono stati sospesi sulla base di una sospetta positività.
Nel caso di Ivan Basso, ad esempio, la squalifica è stata di 2 anni e la sospensione immediata e l’unica cosa che è stata appurata mi risulta sia che il ciclista aveva pronta una sacca del suo sangue per una autoemotrasfusione. Ma non mi pare sia mai stato provato che sia stata effettivamente utilizzata.