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Prime impressioni Mac

Opening a MacBook Pro

Sono in treno e provo a scrivere le impressioni su questo nuovo portatile appoggiato sulle mie ginocchia.

Riguardo alle caratteristiche tecniche non c’è molto da dire, è una bomba. Penso che il rapporto qualità prezzo sia competitivo, nonostante quello che si dice in giro. Portatili di pari prestazioni costano circa uguale. La differenza, semmai, è che gli altri portatili vengono costantemente aggiornati e che il prezzo di lancio, superiore a quello Apple, scende in fretta appena l’hardware non è più quello di ultimissima generazione. Al contrario, Apple ha mantenuto costante il prezzo a lungo senza alcuna variazione delle specifiche tecniche.
Nel seguito, i pro del software e qualche contro dell’hardware.

Ciò che impressiona e che regala un valore aggiunto al MacBook è la sensazione che riceve chi lo utilizza. Ogni dettaglio è curato e regala soddisfazioni, a partire dal cappuccio di plastica che ricopre l’alimentatore (il cazzillo di jebi), fino al materiale dei tasti della tastiera.

Il sistema operativo MacOS X fa paura. La semplicità d’uso è disarmante, tanto che non riesco a trovare il modo di perdere tempo nell’esplorarne le caratteristiche. Dopo un giorno avevo già capito tutto quello che mi serviva per lavorare.
A differenza di Windows, non si sente l’esigenza di cercar di scoprire tutto il possibile per poi lavorare; si lavora, e le cose le si imparano facendo.

Già da un po’ su Windows avevo imparato il gusto del trascinamento selvaggio, il gusto di lasciare aperte infinite finestre sullo schermo nessuna a grandezza piena. MacOS porta all’estremo questa filosofia, rendendola estremamente fruibile ed intuitiva.

QuickSilver è l’invenzione del secolo. Quando l’ho installato pensavo fosse del tutto inutile, ma ora è diventato irrinunciabile. Premo ctrl+space, inizio a digitare il nome di un programma (tipicamente bastano due lettere), premo invio ed il programma si apre (ma in realtà QuickSilver fa anche di più). Esplorare ogni volta la cartella Applicazioni, o il menu Start di Windows, è solo un vago ricordo. Torna alla memoria la Shell, dove il tasto Tab svolgeva un compito analogo.

La Shell, appunto. Avere a disposizione un terminale testuale Unix mi rende libero, mi rende sicuro di essere padrone della macchina. Sono fusi insieme i vantaggi di Linux e la semplicità di una interfaccia grafica intuitiva, che tende a semplificare tutto il possibile e presentare all’utente solo le pochissime scelte veramente indispensabili.

Ora mi sono lanciato all’esplorazione di iCal e Mail, e procede bene. Mi rimane da riuscire a sincronizzare tutta la rubrica che ho sul palmare che non uso più con il computer, e non sarà facile visto che non mi riesce nè da Windows nè da Mac; si accettano consigli.

Veniamo alle note negative. Ogni tanto sento il famoso fischio, ma è qualcosa di veramente impercettibile, solo qualche fanatico della mela poteva accorgersene. O forse pare a me che sia il famoso fischio, e invece non lo è. Quello che è certo è che il rumore di questo portatile è nullo se paragonato a quello di qualsiasi altro.

Il vero, serio, problema è che scalda tanto, peggio di un forno. E per tanto intendo che al termine del mio viaggio tra Ferrara e Bologna, che dura circa mezz’ora, è decisamente poco confortevole continuare a tenere il computer sulle ginocchia. La parte inferiore del portatile è veramente calda, tanto che dopo mezza giornata di lavoro, il tavolo su cui è appoggiato è caldo anch’esso.
La parte tra tastiera e schermo è quasi intoccabile, così come la zona vicino al tasto di accensione. Più tiepida la parte sotto al polso sinistro dove, presumo, è collocato il disco rigido. Dopo qualche ora di lavoro, anche quella zona emana calore; rimane possibile appoggiare il polso, ma il pensiero di dover scrivere a lungo sulla tastiera col polso appoggiato non mi alletta per niente; per fortuna il grosso del mio lavoro si svolge col mouse.
Mi chiedo se la versione con schermo a 17″ non sia meglio, qualcuno dice che dovrebbe dissipare meglio il calore. Aspetto di leggere qualche recensione al riguardo.

Nel complesso, un acquisto veramente positivo.macbook pro

7 Risposte a “Prime impressioni Mac”

  1. recensione davvero molto utile per chi, come me, sta progettando di passare al MAC 😉
    spero di poterti dire presto se la versione 17″ scalda altrettanto (spero di no!!)

    saluti

  2. Bella recensione!
    Sono d’accordo per la semplicità d’uso del MacOs, anch’io mi sono stupito dell’intuitività dei comandi!
    Credo che i problemi di riscaldamento e il fischio siano problemi di gioventù del macbook, che in quello da 17″ non ci sono… Non credo si tratti di problemi di hardware, ma di imperfezioni del software che probabilmente verranno corrette…

    Sento crescere in me il bisogno di un MacBook 😀

  3. riguardo quicksilver:
    non l’ho mai usato personalmente, ma ho capito dalla tua descrizione di cosa si tratta.
    Per chi usa Win, consiglio Launchy che fa esattamente la stessa cosa ed ha un aspetto molto carino e poco invadente (Mac style tra l’altro).
    Per Linux, non serve perchè basta avere un xterm aperto… 😀

  4. ora che è uscito il macbook apple ha deciso di aumentare la potenza dei Macbook pro
    ma a chi l’ha già comprato non fanno niente?
    ne sai qualcosa?
    sei rimasto fregato? :/

  5. io avevo già preso il MB Pro a 2 GHz. La politica di Apple è rendere la differenza a chi ha acquistato entro due settimane dal calo di prezzo. Io però ho comprato in negozio e non online e devo ancora sentire cosa farà il negozio.

  6. Wow, recensione “very professional”! Grazie per la citazione!! 😀

    appena posso voglio scrivere una recensione sul MB, mi sa che sabato vado in un negozio di fiducia e gli sequestro un MB per una giornata intera! 😀

  7. Io ho preso il macbook pro da 4 giorni…
    E’ ancora presto per parlare ma mac secondo me è stato troppo osannato dai fedelissimi, e non è tutto oro ciò che luccica…
    il mio salto da windows a ubuntu è stato “wow driver già a posto, wow codec individuati e pescati al volo, wow, software repository… wow velocissimo… wow …”
    il mio salto a mac è stato “wow veloce si (è anche più nuovo e potente)… ugh porta mini displayport… ugh dove trovo unrar?… ugh Finder è scomodo… ugh… e come vedo ora i miei video mkv?” si insomma… gabbietta dorata, mi farà innervosire per un bel po’ inizialmente per farmi l’ambiente, eh si…

    Ho individuato vari must have:
    – Zipeg, decompattatore multi formato per mac, simile a 7z che usavo in windows, strano ma su mac non tutti funzionano bene, e dopo vari tentativi infruttuosi sono giunto a Zipeg.

    – Little Snitch (firewall in uscita, funzione assente in firewall di mac).

    – muCommander (filemanager simile a Total Commander (anche se meno potente), a doppio pannello (sposta, copia, decomprime, multi-rinomina, network…), sostituisce il Finder… che trovo scomodissimo).

    – VlC per vedere i video senza installare i codec… (no quicktime non lo voglio… con tutte plugin di chissà che).

    Ora sto cercando un software di editing PHP, HTML, Javascript, CSS come Quanta plus (di ubuntu). Conoscete qualcosa? (non dite Dreamweaver non è lo stesso…)

    Grandi delusioni al giorno 4:
    – Mac non conosce il comando taglia e incolla dei file, costringe a spostare col mouse… ma… questo è pro vero? no perchè notoriamente chi è pro tende a fare tutto da tastiera eh…, e invece niente shortcut.. bah… i misteri del pianeta mela.

    – ho l’uscita video Mini DisplayPort, e tutto il mondo usa DVI o VGA… quindi servono connettori appositi (30 euro ovviamente non dentro la scatola) e se dove lavoro mi capita un monitor dvi e uno vga? allora doppio acquisto (60 euro solo per usare i miei monitor come facevo prima)! evvai! lo dirò in inglese … “Sorry Apple but seriously…”

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