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Reti WiFi aperte

Andrea Beggi ha scritto un utilissimo post sul WiFi, in particolare su alcuni accorgimenti per renderlo sicuro.
Tra le righe dell’articolo e, in modo più evidente, tra i commenti si è sviluppata una bellissima discussione sull’opportunità di tenere aperto a tutti il proprio Access Point offrendo una parte della propria banda, magari limitata, a chi passa in zona.

Io mi sento di condividere la posizione che sembra vada per la maggiore tra i commenti. Offrire un OpenWiFi, magari solo con la banda appena sufficiente per navigare e controllare la posta, mi sembra la scelta giusta perché a me per primo piacerebbe, trovandomi in una città non mia, trovare il modo di connettermi facilmente. L’imperitivo categorico di Kant parla chiaro.

Il problema riguarda le implicazioni che possono sorgere se un estraneo usa la connessione che noi offriamo per scopi illeciti.
Non sono un esperto e non so se esistono leggi che esplicitamente attribuiscono agli amministratori di sistema la responsabilità di eventuali danni causati dalla loro negligenza. Spero di no, altrimenti sarebbero colpevoli anche tutti quelli che vengono infettati da qualche virus che rende il computer utilizzabile da altri per attacchi informatici (e ce ne sono molti e molto diffusi).
Detto questo, credo valga la normale norma secondo la quale sei innocente fino a prova contraria.
Se un estraneo entra nella mia rete WiFi e scarica un mp3, o peggio lo mette in condivisione, io mi aspetto di dover essere considerato innocente fino a che non si dimostri che sono stato proprio io a farlo. Quanto meno il file dovrà ben essere trovato sul mio PC, spero.
Pertanto, mi chiedo quali siano le reali implicazioni derivanti dall’offrire un accesso anonimo a chi passa per strada. Temo possano essere i fastidi legati alle perquisizioni, ai sequestri, ai processi, ma non vedo come si possa arrivare ad essere giudicati colpevoli, per esempio, di utilizzo di materiale pedopornografico se il proprio computer risulta pulito.
L’unica colpevolezza, semmai, è quella di aver consentito ad altri di accedere in modo anonimo ad internet. E’ sanzionabile?wifiopenwifi

9 Risposte a “Reti WiFi aperte”

  1. Per la legge italiana offrire accesso wifi pubblico è illecito.
    Ovviamente se lasci la tua connessione (per imperizia) senza protezione e qualcuno vi accede non è imputabile alcuna responsabilità, così come non si è responsabile di atti compiuti da terzi sfruttando la propria rete wifi. Sottolineo che però in questo caso la polizia postale vi busserà comunque in casa, e voi dovrete provare che terzi si sono connessi abusivamente al proprio wifi.

    Al contrario non è reato accedere a reti wifi di terzi se queste non sono limitate nell’accesso da alcuna misura di sicurezza, o contro l’esplicitata volontà dell’amministratore di escludervi dalla rete.

    Accedere ad una rete protetta è invece reato, aggravato se la rete è pubblica o di pubblico servizio.

  2. Non credo che accedere a reti non-protette sia lecito a prescindere: se lascio la porta aperta di casa ed un dolce sul tavolo non è detto che chiunque passi per strada è autorizzato a prenderne una fetta e mangiarlo.

    Inoltre non definirei “imperizia” lasciare la rete aperta: visto che il produttore mi dà la possibilità di farlo e non c’è nessuna legge che obblighi a tenere una rete chiusa, chiudere una rete è appunto una scelta.
    Sempre sulla stessa metafora, sono libero di lasciare la porta di casa aperta se ritengo che il fastidio di dover usare ogni volta la chiave sia peggio del fatto che un estraneo si introduca e dia una sbirciatina.

  3. art 615 ter codice penale

    Oggi i modem che ti vendono con l’adsl wind hanno un access point wifi incluso, se non impostato in automatico crea una rete wifi aperta di nome “default”. Ogni computer dotato di wifi in atuomatico si collega alla rete wifi ad accesso libero con maggior campo.

  4. L’articolo 615 ter recita:

    1. Chiunque abusivamente si introduce in un sistema informatico o telematico protetto da misure di sicurezza ovvero vi si mantiene contro la volonta’ espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, e’ punito con la reclusione fino a tre anni.

    Secondo te un access point “aperto” manifesta la volontà tacita di far connettere qualcuno di sconosciuto?

    E’ la stessa volontà tacita che autorizza, durante una giornata di pioggia, un passante occasionale a salire nella mia macchina ed utilizzarla per tornare a casa, mentre sono sceso un attimo per aprire la porta del garage (dimenticando di togliere le chiavi dal cruscotto)?
    Oppure lì sono addirittura perseguibile penalmente perché dovevo installare per forza il cancello automatico?

    Del resto, anche i piedi opportunamente diretti verso una porta aperta tendono ad oltrepassarla automaticamente: basta sapere che se accendo il pc per strada e vedo acceso point chiamati “default”, quelle sono “case” di comuni cittadini che per *default* non mi vogliono tra le balle.
    Se leggo “TIN” o “Internet Cafe” accetto che il PC si connetta perché posso presumere la volontà tacita alla connessione.

  5. no non la manifesta, però non manifesta una contraria volntà espressa o tacita di chi ha il diritto di escluderlo, che è l’aspetto della norma sottolineato dalla giurisprudenza in diverse sentenze.

  6. Approposito, a Settolo segnalo questo router wifi della ASUS:

    ASUS WL-500G Deluxe

    Costa un po’ però può essere programmato e fornire funzionalità di autenticazione agli utenti sia col software integrato che con un il firmware opensource openwrt.
    In questa maniera puoi, per esempio, dare libero accesso alle persone, purché si logghino su un sito internet particolare.

  7. La volontà tacita muove dal senso comune. Poiché in materia di informatica i giudici probabilmente ne capiscono poco è chiaro che le sentenze attuali siano poche e contraddittorie sull’argomento.

    Il mio senso comune mi dice che, se passeggio per strada e vedo una porta aperta so di poterci entrare (tacito consenso) se vedo una insegna, da cui deduco che si tratta di un negozio.

    Nello stesso ambito, se vedo una “insegna” sulla wireless LAN (SSID != default ) capisco che non si tratta di una casa ma di un negozio (internet cafè).
    Nel caso, invece, un giorno passasse la TUA ipotesi (cioè il senso comune interpreterà “default” come permesso di accesso) saranno perseguibili i costruttori che non mi avvisano adeguatamente di questa necessità.

    Btw, la cosa tragica della vicenda è che si vuole far passare l’accesso ad internet come qualcosa di intrinsecamente pericoloso, come può essere un’arma: la concedo solo a chi ha la licenza e nel suo utilizzo l’utente deve prestare particolare cura per non lasciare il tutto incustodito.

    PS. Altro progetto interessante che avrei voluto segnalare nel post precedente:
    FON
    Per questo l’hardware necessario è il linksys che è meno potente di quello che ho segnalato sopra visto che non ha le USB.

  8. Ciao a tutti, per il wifi su torino vi segnalo un sito utile torinowifi.it Se siete in zona e vi servono info….

  9. Ciao, ringrazio ale per l’info.
    il sito sembra essere giovane, ma gia ha parecchie info su hotspot in torino

    E’ veramente interessante

    Ciau A tutti

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