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Blog Personali e Diari

Chi ha seguito questo blog dalla sua nascita, sa che sono passato già da queste riflessioni, ma gli avvenimenti degli ultimi tempi mi hanno dato modo di pensare ancora.

Questo blog nasce come un diario, ma ha perso quei connotati per tanti motivi.

Mi sono convinto che un blog non può essere un diario, almeno in linea generale. Un diario è tale perché è segreto, perché è personale, perché chi lo tiene si sente completamente libero di scriverci sopra qualunque cosa. Può essere anche interessante lasciare che qualcuno legga il proprio diario, ma nel momento stesso in cui mi preoccupo di chi legge perdo il senso di libertà assoluta nello scrivere.

Se qualcuno che conosci riesce a collegare il tuo blog alla tua persona, o anche solo sai hai paura che questo possa succedere, non riesci più ad essere libero. Per questo motivo, un blog che sia un diario, deve essere necessariamente e completamente anonimo, ma chi lo scrive rischia comunque di perdere nel tempo la sua libertà, se si instaura un rapporto stretto con i lettori. Molto facilmente si creano delle vere e proprie Community, o delle amicizie che poi possono sfociare o meno in un incontro reale, ma che comunque limitano la scrittura.

Chi vuole tenere un diario attraverso un blog, deve conoscere queste cose, e sono convinto che avrà comunque dei problemi.

Nonostante quello che ho detto, il blog resta un formidabile strumento di comunicazione, ma soprattutto resta assolutamente ed esclusivamente “personale”.

Un blog non è un diario, ma può diventarlo a seconda di cosa ci si scrive. Invece un blog, come dice anche il “famoso” Mantellini, è sempre “personale”.

Questo perché, indipendentemente dagli argomenti trattati, in un blog è sempre presente una comunicazione, una comunicazione diretta tra chi scrive e chi legge, spesso rinforzata anche da meccanismi come i commenti. Una comunicazione che proprio per questo è strettamente personale, e rivela non un fatto, ma un punto di vista, il punto di vista di chi scrive. Anche cercando di rimanere completamente freddi e imparziali, già la sola scelta degli argomenti da trattare nei propri post costituisce una forma di comunicazione fortemente personale: ci sono i blog che parlano di politica, altri di sport, altri ancora di tecnologia, la maggior parte parla di più argomenti, che sono proprio gli argomenti cari a chi scrive.

Sono convinto che leggendo, si possano imparare moltissime cosa su chi scrive, anche se i post hanno un contenuto apparentemente poco personale; aspetti della personalità che possono passare inosservati nel frenetico mondo quotidiano, ma non solo: anche scrivendo si capisce molto di sé stessi, si ha l’occasione fermarsi a pensare e ci si scopre, spesso, migliori di quello che si credeva.

Trovo che sia straordinaria la possibilità che la tecnologia ci offre con i blog, la possibilità di una comunicazione finalmente diretta, senza filtri, e personale. La possibilità di confrontare e diffondere punti di vista, più che contenuti, diversi.

È comprensibile che una persona cambi interessi o che non abbia più tempo da dedicare, ma è triste se un blog viene chiuso, è un’opportunità che viene meno, l’opportunità di conoscere o continuare a conoscere una persona in un modo tutto particolare. So che alcune persone a me care leggono queste pagine: non nascondo che mi piacerebbe poter leggere le loro, e quelle di tutti gli altri cui tengo.

18 Risposte a “Blog Personali e Diari”

  1. il mio non è più il diario personale degli inizi proprio per le ragioni che menzioni.daccordo su tutto.

  2. anche io più o meno d’accordo, solo un punto non condivido: che non ci siano filtri. Del resto è proprio l’uso appropriato di questi che rende una lettura + o – interessante.

  3. ho qualche difficoltà a trovare aspetti positivi … Ma sono un’ottimista di natura …
    Solo che fa ancora troppo male …
    Un bacio, “nipotastro”

  4. penso che n blog possa anche essere un diario, io scrivo quello che voglio senza lasciarmi condizionare da altri…il blog è mio, e se non ti piace puoi sempre evitare di venirci (nb è in generale, non rivolto a te)

  5. Io le cose importanti non le dico. Se le dico le camuffo. Il mio blog (personale, anonimo, sincerissimo) è intriso di ritrosia, pieno di camuffamenti, ridondante di sovraccoperte e travestimenti. Però. Appena scrivo certe cose (apparentemente ben camuffate), mi accorgo che il “personale” affiora, come il corpo da sotto a una camicia larga. E io lo guardo affiorare con sgomento, ma anche con rispetto. E a quel punto lascio che si veda.
    Il blog mette a nudo questo genere di meccanismi più di ogni altro mezzo, proprio per la sua ambiguità (sarà un diario? o se no cosa? che cosa ci sta dicendo, e che cosa non vuole dirci?). Questo mi piace, del blog: si finisce sempre per mostrare qualcosa di “intimo”, pur avendo fatto di tutto per mantenerlo segreto.

  6. io mi sento libera nel mio blog anche perchè le persone che passano sul mio blog non mi conoscono realmente(tranne un paio che però vivono a km da me)ci sono alcuni post che rispecchiano me stessa al 100%sono un pezzo di me…alcuni che posto perchè seduta davanti al pc mi è venuta voglia di cazzeggiare e di giocare con le parole…anche se anche questa sono…un *cazzeggiante napulegna*

  7. mi fa un po’ strano che parli di “opportunità” perse se si chiude un blog. Ma chi dice cos’è un blog? chi lo decide? credo che sia una propria decisione cosa scriverci e se usare filtri o no. e poi cos’è la distinzione tra punto di vista e contenuto? cioè bisogna avere punti di vista sulle idee degli altri, ma non propri contenuti da esporre? forse non ho capito bene, oppure ho capito ma non sono d’accordo. le definizioni deklle cose non sono così categoriche.Un blog viene chiuso anche quando la totale mancanza di filtri viene usata contro di te.Il mio era un diario e se ne aprissi un altro lo rifarei allo stesso modo.credo che anche chi legge un blog altrui debba essere privo di preconcetti e filtri.ho sbagliato a dare il mio blog a persone che conoscevo, ma pensavo che sarebbe stato un modo per sentirmi più vicino…”love needs his martyrs, needs his sacrifices, they live on your beauty and pay for their vices”

  8. alice: Per filtri, intendevo che la comunicazione è diretta tra emittente e ricevente. Non passa da giornali, da intermediari, e cose simili. Non parlavo affatto di filtri nel senso di preconcetti, pregiudizi… Il senso è che chi scrive parla direttamente a chi poi leggerà.

    thedancer: opportunità perse per chi poteva leggere, non per chi poteva scrivere. I punti di vista prevalgono sui contenuti, altrimenti sarebbe un’agenzia di stampa, ma non ho detto che i contenuti non ci siano, anzi. Però è più interessante leggere cosa ne pensa chi scrive, piuttosto che leggere la cosa e basta, ed è quanto succede quando qualcuno riporta un proprio contenuto. Se un blog vuole essere un diario, deve essere anonimo e segreto, e poi ci saranno problemi ugualmente. Ma è bellissimo tenere un blog che non sia un diario e condividerlo con le persone care, oltre che con tutti i potenziali passanti della rete. Chi dice cosa è un Blog? Ovviamente chi lo tiene, e sceglie cosa scriverci.

    Sottoscrivo in pieno questo, il succo di tutto: Questo mi piace, del blog: si finisce sempre per mostrare qualcosa di “intimo”, pur avendo fatto di tutto per mantenerlo segreto.

  9. absinthfreespirit: tu scrivi quello che vuoi senza lasciarti condizionare, ma mi sembra che di solito non parli direttamente di te, ma di come interpreti i fatti del mondo, o quello che ti capita. E’ esattamente quello che intendevo io.

  10. E’ vero, non posso credere di scrivere liberamente sul blog. Non c’è intimità..
    Ma è divertente, e capita di essere più profondi (forse per non farsi scoprire….mah, io oggi non riesco a esprimermi).
    😉

  11. sono quella che voglio. probabilmente molto più vera di quanto in realtà socialmente circoscritta.

  12. Ciao! Ho letto con molto interesse il tuo post perchè spesso anche io, nel corso del mio blog, ho avuto riflessioni simili, e mi trovi d’accordo quasi su tutto; il mio caso è molto particolare perchè sia mio padre, che mio zio, mia cugina, parecchi compagni di classe e amici “reali”, oltre a quelli virtuali, leggono il mio blog, e cerco quindi di non sbandierare i miei fatti ai quattro venti, ma prendere spunto da ciò che mi succede giornalmente (e quindi, che tutti sanno) per far aprtire dibattiti e riflessioni, senza però mai scordare che alla fin fine, farsi influenzare troppo è sbagliato e tanto varrebbe chiudere un blog “falso” o “falsato”. Aggiungo che nel mio caso, la grafica è un elemento molto importante, e cerco di farmi conoscere non solo con le parole, ma anche con le immagini (questo naturalmente perchè ne sono capace!). Un bacione! Marge (quella di scoutingforboys!)

  13. per me il blog e’ la mia piccola bacheca, dove con le puntine attacco le cose carine (ma anche no) che mi capitano durante la giornata….una foto, un articolo letto, una riflessione.
    Nessuna pretesa di scrittura creativa, nessuna ambizione letteraria. Ne’ un diario strettamente personale, nemmeno un luogo dove fare proclami.
    Se poi ogni tanto passa qualcuno conosciuto (ma anche no) a trovarmi, e’ un piacere accoglierlo e offrirgli da bere.

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