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Il concerto di Vasco a Bologna

Finalmente. Finalmente ne parlo.

Straordinario; è stato semplicemente straordinario. Probabilmente, in termini oggettivi, inferiore al quello di San Siro dell’anno scorso perchè, diciamoci la verità, il nuovo album contiene delle perle incredibili, ma anche delle canzoni mediocri.

Tuttavia, per me è stato mille volte superiore.

Tralasciando il senso di onnipotenza dovuto alla possibilità di uscire di casa a piedi per andare al concerto, il motivo principale è stata la compagnia. Due amici di Ferrara e Lei, direi un bel mix che ha reso piacevole, sebbene a tratti un po’ silenziosa, persino l’interminabile attesa dalle 9.30 del mattino alle 9 di sera.

Una pazza scatenata per Vasco peggio di me; il suo ragazzo, amico prezioso, la cui sola presenza in un contesto simile, per lui così strano, bastava a farmi bene; e Lei, con cui condividere sensazioni forti e profonde.

Non nego che una delle cose migliori sia stata proprio la Sua presenza, e il modo, credo, positivo, di assistere al concerto che abbiamo avuto. Niente smancierie (si scrive così?) eccessive e inutili, ma un po’ di dolcezza al momento giusto e soprattutto tanta comunicazione, senza parole, e per questo ancora più intensa.



Come testimonia la foto sfocata fatta col mio telefonino, ero in seconda fila, accanto alla passerella prioettata in avanti che Vasco ogni tanto percorreva; posizione stupenda, solo un po’ rovinata dalle telecamere giusto in mezzo tra noi e l’estremità della passerella.

Vasco mi è sembrato in gran forma. Dimagrito dall’anno scorso, capace di percorrere un palco enorme in lungo e in largo in continuazione; in vena di scherzare col pubblico, capace di creare con noi quel rapporto incredibile, pure senza discorsi particolari. A lui basta muovere le mani, dire una parola, un “Eh…”, o salire sul palco e far cantare noi, come ha fatto quasi per intero su “Bollicine”.

Il pubblico di Vasco è grande, risponde con passione, ed è anche questo il bello dei suoi concerti: il clima che si crea.

Più che un concerto, uno show, preparato e studiato nei minimi dettagli, con una meticolosità tipica di Vasco, ma che io trovo solo nei grandi artisti internazionali. Tutto perfetto, puntuale, tutto studiato, ma senza distruggere la spontaneità delle emozioni che una canzone può suscitare.

Solo due note negative. Il pubblico di Vasco è cambiato col tempo. Qui sta la sua enorme forza, la capacità di coinvolgere persone sempre nuove; in modo naturale, i veterani passano modi di fare, passione, cori, ai nuovi, ed il clima resta immutato. Ma Vasco sa tutto ciò, e agisce di conseguenza. La scaletta conteneva solo poche perle sconosciute del passato, mentre io ne avrei desiderate di più. Molte canzoni già sentite l’anno scorso, sono state riproposte. Poche le vere novità, a parte le canzoni del nuovo album. Questo è anche comprensibile visto che l’anno scorso non c’è stato un tour intero, ma solo 3 date a San Siro, a cui pochi hanno potuto partecipare.

L’altra nota negativa me la sono scordata mentre scrivevo, ammesso che ci fosse.

Il momento più toccante, sentire cantare “Canzone”, accompagnata dal solo pianoforte, in onore e memoria di Massimo Riva, momento che francamente, a San Siro, mi era proprio mancato.

L’altro momento, “E…” abbracciato a Lei.

4 Risposte a “Il concerto di Vasco a Bologna”

  1. passo velocissimamente…
    ….era ora!!!!
    La “pazza scatenata per vasco peggio di te”!

  2. io amo vasco!!!!xò nn sn mai andata ad un suo concerto ='( uff!!!! by blaskina 4ever. . . ciauuuuuu!!w reggio!!!

I commenti sono chiusi.